Pubblicato su "l?Alambicco" il 15 Febbraio 2013
Banca Centrale, signoraggio e interesse nazionale. Intervista a Giovanni De Gaetanis, commercialista leccese, primo al mondo a vincere una causa contro la Banca Centrale Europea.
Caro Giovanni, nell’approfondire alcuni aspetti del “signoraggio” mi sono imbattuto nel tuo nome a causa di una sentenza del 2005 del Giudice di Pace di Lecce. Tu hai citato in giudizio la BCE, la Banca Centrale Europea, e quindi quale sua “locale articolazione” la Banca Centrale d’Italia. Il giudice ha condannato la BCE a risarcirti € 87,00 per il “danno derivante dalla sottrazione del reddito di signoraggio”. Ci puoi sintetizzare come è andata?
Il signoraggio è l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione monetaria. Storicamente, quando la circolazione era costituita da monete d’oro o d’argento, il sovrano apponendo la sua effige sulle monete ne garantiva il valore dato dalla quantità e purezza dell’oro o argento in esse contenuto. In cambio di questa garanzia il sovrano tratteneva per se una certa quantità di metallo. Il signoraggio consisteva proprio nell’esercizio di questo potere. Con la circolazione di carta moneta mutano le modalità di esercizio del signoraggio, ma non la sua natura, che è quella di un’entrata per lo Stato connessa con l’emissione di moneta. Il valore della moneta non nasce nel momento della emissione, ma nel momento della accettazione come strumento di pagamento, ne consegue che la proprietà della moneta e quindi anche il reddito da emissione deve essere attribuita alle collettività nazionali.
Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio n.d.r.), nella causa intentata contro la Banca d’Italia, aveva quantificato un reddito da signoraggio da redistribuire alla collettività italiana, solo per il periodo 1996-2003, pari a € 5.023.632.491,00 a cui corrisponde una quota per singolo cittadino quantificata in € 87,00.
In seguito la Cassazione ha annullato la sentenza di Lecce, dovendo sintetizzare, per “difetto di giurisdizione” in quanto “a nessun giudice compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane” tra cui “la politica monetaria”, “l’adesione a trattati internazionali” e “la partecipazione ad organismi sopranazionali”. Quindi la Cassazione non è entrata nel merito del giudizio, ma ha dichiarato la materia non pertinente né al giudice ordinario né a quello amministrativo. Di fatto in linea di principio la questione mi sembra che rimanga?!
La questione è ancora aperta, si tenga presente che da molti decenni in tutto il mondo si intentano cause contro le banche centrali. Pare che io sia stato il primo ed ancora l’unico al mondo a vincere una causa di questo genere, ma puntualmente è intervenuta la Cassazione con la sentenza n. 16751 del 2006 nella quale la Suprema Corte, accogliendo il ricorso della Banca d’Italia, ha dichiarato il difetto assoluto di giurisdizione, cioè la mancanza per qualsiasi giudice del potere di assumere una decisione di merito in questa materia. Secondo la Cassazione la mia pretesa restitutoria metteva in discussione gli assetti politico-istituzionali e le scelte di politica monetaria adottate dallo Stato. Restano pertanto aperte le questioni di ordine squisitamente politico e tecnico.
Cosa pensi del fatto che la BCE sia partecipata dalle Banche Centrali Nazionali , e quindi anche dalla Banca d’Italia, che pur essendo un ente di diritto pubblico è posseduta attraverso le sue quote da Banche private? In altri termini il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) risponde agli interessi dei popoli europei o ad altro?
Il signoraggio dovrebbe essere una delle fonti con cui lo stato si finanzia. In Italia, invece, poiché il capitale sociale della Banca d’Italia è posseduto per circa il 95% da banche private il reddito da signoraggio va ai privati. E’ evidente quindi che il sistema italiano della banca centrale non risponde agli interessi della collettività. A tal fine sarebbe auspicabile che le quote della Banca d’Italia fossero possedute solo da soggetti pubblici. Questa circostanza risolverebbe l’attuale problema del deficit di vigilanza della Banca d’Italia sulle banche poiché assistiamo al paradosso che il controllato (le banche) è padrone del controllore (la Banca d’Italia).
E qui passiamo ad altra puntata riguardante recenti fatti di cronaca come quello del Monte dei Paschi di Siena e non solo. Ma ci fermiamo!....Magari alla prossima.
Luciano Foresta
Luciano Foresta
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